Riforma del Terzo settore: approvata definitivamente la Legge

Chi siamo

Un percorso lungo, intenso, sentito; il Terzo settore ha la sua legge. L’inizio due anni fa con le linee guida che annunciavano il percorso di riforma, e oggi la legge viene approvata alla Camera con 239 voti favorevoli e 78 contrari. Gli enti di terzo settore, a partire da domani, hanno una definizione e sono riconosciuti da una apposita legge che riguarda direttamente 340.000 enti e 4.000.000 di cittadini, e indirettamente tutto il nostro paese.

Nel rispetto dei principi costituzionali della libertà di autodeterminazione e di autorganizzazione, agli enti di terzo settore è dato pieno riconoscimento e legittimità di svolgere le proprie attività nell’interesse generale per fini solidaristici, civici e di utilità sociale.

Trattandosi di una legge delega, questo è solo l’inizio di un nuovo percorso. La legge ha determinato i principi generali che troveranno piena applicazione nei decreti applicativi. A partire da adesso sarà compito del governo definire le modalità di determinazione e regolamentazione del sistema degli enti di terzo settore per dare piena applicazione al contesto normativo oggi approvato.

Questi i punti fondamentali introdotti dalla riforma:

  • Chi sono gli enti di Terzo settore? Gli enti del libro primo, titolo secondo, del Codice civile (associazioni, fondazioni e comitati) e cooperative sociali e imprese sociali senza scopo di lucro, e con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale
  • Cosa fanno? Promuovono e realizzano attività di interesse generale
  • Come lo fanno? Mediante forme di azione volontaria e gratuita, di mutualità e di produzione e scambio di beni e prevedendo le più ampie condizioni di accesso da parte dei soggetti beneficiari

La legge delega individua due macro obiettivi che saranno oggetto di lavoro nei decreti applicativi:

  • Riordino e semplificazione della disciplina generale del Terzo settore
  • Codice unico del Terzo Settore

Per questo sarà revisionato il titolo II del libro primo del codice civile affinchè sia rivisto e semplificato il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica e per assicurare il rispetto dei diritti degli associati.

All’interno del riordino e della revisione della disciplina del Terzo settore e del codice del Terzo settore si procederà a:

  • redigere un codice per la raccolta e il coordinamento delle diverse disposizioni che già riguardano il mondo degli enti di terzo settore;
  • individuare le attività di interesse generale il cui svolgimento costituisce requisito per l’accesso alle agevolazioni previste dalla normativa;
  • riorganizzare il sistema di registrazione degli enti attraverso la previsione di un Registro unico nazionale del Terzo settore.

Quest’ultimo aspetto rappresenta una novità molto importante: l’iscrizione al registro sarà condizione necessaria per l’accesso ad agevolazioni dirette e indirette da parte dello Stato.

Nel nuovo contesto normativo trovano pieno riconoscimento delle loro specificità le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale in virtù della loro capacità di organizzare e dare dimensione di partecipazione in forma organizzata alle diverse forme di cittadinanza attiva. Così anche per l’impresa sociale, strumento operativo per realizzare servizi e progetti in forma imprenditoriale.

Infine, il Servizio Civile Universale: pieno riconoscimento del concetto di difesa non armata della patria e promozione dei valori fondativi della Repubblica. E’ in questa cornice che giovani italiani e stranieri regolarmente soggiornanti di età compresa tra 18 e 28 anni potranno svolgere il servizio civile.

Questi sono alcuni tra i principali punti introdotti dalla norma, il cui testo completo e definitivo è visibile in allegato. La fine di un percorso e l’inizio di un altro.

Ora, palla al Governo per dare applicazione alla riforma del terzo settore.

 

Fonte: Infocontinua


AGENDA

Pubblica il tuo evento su Bergamo Avvenimenti

SEGUICI


Link Utili