Accordo Acri-Volontariato: CSVnet chiede una verifica

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Lettera del presidente Tabò ai vertici dell’associazione delle fondazioni bancarie, del Forum, della ConVol e dei comitati di gestione dei Centri di servizio. Il patto triennale che regola l’uso dei fondi scade con il 2016, mentre la riforma del terzo settore sta prevedendo accresciuti compiti per i CSV.

Un incontro “a breve” per “fare il punto” sull’accordo Acri-Volontariato dell’ottobre 2013.

È quanto ha chiesto oggi il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, ai firmatari del patto triennale privato che regola l’uso dei fondi delle fondazioni di origine bancaria destinati a sostenere e qualificare le attività del volontariato, integrando quanto previsto in merito dalla legge 266 del 1991.

L’accordo porta le firme del presidente dell’Acri (l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio), Giuseppe Guzzetti, del portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri, e del coordinatore della relativa Consulta del volontariato, Arnaldo Chianese, della presidente della ConVol, Emma Cavallaro, del presidente della Consulta nazionale dei comitati di gestione (Co.Ge.) dei CSV, Carlo Vimercati, oltre che dello stesso presidente di CSVnet.

In base alla legge 266/91, le fondazioni di origine bancaria devono destinare ogni anno un quindicesimo dei loro utili al funzionamento dei Centri di servizio per il volontariato (oggi 71 diffusi in tutta Italia). Nel testo dell’accordo venivano definiti non solo i criteri di ripartizione di quei fondi, ma anche di altre risorse erogate dalle stesse fondazioni: per l’attività della Fondazione Con il Sud, per la “progettazione sociale” delle organizzazioni di volontariato, per il funzionamento dei Co.Ge. e per il sostegno delle reti nazionali firmatarie. Un totale di circa 70 milioni di euro all’anno.

Il patto, che aveva rinnovato accordi simili stipulati negli anni precedenti, ha però effetto solo fino al 2016. L’iniziativa di CSVnet ha come primo scopo quello di verificare se gli obiettivi previsti dall’intesa sono stati raggiunti e con quale efficacia: la lettera sottolinea infatti che mentre gli impegni presi nel testo dovevano essere oggetto di monitoraggio trimestrale da parte dei firmatari, del relativo tavolo si registra “l’assenza da lungo tempo”.

Ma Stefano Tabò collega la richiesta soprattutto al coincidere di questa scadenza con la attuale discussione in Parlamento della riforma del terzo settore, che prevede per l’immediato futuro un sensibile “allargamento dei compiti” per gli stessi CSV allo scopo di affrontare le crescenti “sfide connesse alla promozione del volontariato”.

“Fare il punto su quanto accaduto e su quanto sta accadendo”, scrive Tabò, può quindi risultare anche “un contributo utile al legislatore chiamato a innovare la normativa in materia”.

In allegato il testo della lettera.


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